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La Flora Intestinale Unica degli Hadza

I batteri che vivono nel nostro intestino sono vitali per la nostra nutrizione, il metabolismo, per la resistenza ai patogeni e per le funzioni immunitarie. Essi si modificano in base alla dieta, lo stile di vita e l’ambiente in cui viviamo. Insieme ai nostri batteri, possiamo definirci dei “superorganismi”: con loro condividiamo risposte adattative e obiettivi di selezione naturale.

In uno studio pubblicato su Nature Communications un gruppo di ricercatori ha confrontato la microflora intestinale della popolazione Hadza (cacciatori-raccoglitori) con quella di un gruppo di soggetti italiani, analizzando i batteri fecali (27 Hadza cacciatori-raccogliotori, confrontati con 16 soggetti italiani). I soggetti italiani seguivano la dieta mediterranea: frutta e verdura fresca, pasta, pane, olio di oliva, moderate-basse quantità di prodotti lattiero-caseari, pesce e carne rossa. La maggior parte dei carboidrati deriva da amido facilmente digeribile (54%) e zuccheri (36%), mentre solo una piccola percentuale (10%) da fibre.
Ciò che i ricercatori hanno trovato è sorprendente.

Chi sono gli Hazda?

Gli Hadza sono una popolazione della Tanzania (Africa) che vive in piccoli accampamenti mobili, generalmente composti da circa 30 persone. Si alimentano di cibi selvatici autoctoni raccolti e cacciati. Questo stile di vita è quello che più si avvicina e somiglia a quello dell’uomo Paleolitico (circa 2 milioni e mezzo di anni fa). La dieta degli Hadza consiste principalmente in: carne, miele, baobab, bacche e tuberi. Non praticano la coltivazione e l’allevamento degli animali e ricevono una piccola percentuale di prodotti agricoli (circa il 5% delle calorie totali) da risorse esterne. Le donne Hadza si nutrono principalmente di prodotti vegetali (piante e tuberi) e passano la maggior parte del tempo nei campi. Gli uomini al contrario si spostano molto dal campo base alla ricerca di carne e miele. Anche se il cibo raccolto o cacciato è portato al campo e condiviso, gli uomini e le donne tendono a consumare, come spuntini nell’arco della giornata, il cibo che trovano.

microbioma intestinale degli hazda

I risultati dello studio sui batteri intestinali

Microbioma intestinale degli Hadza vs microbioma intesinale occidentale

Non poco sorprendete è che il diverso comportamento alimentare tra uomini e donne Hadza, già si riflette sulla composizione della flora batterica: le donne hanno alti livelli di batteri capaci di degradare le fibre specialmente quelle dei tuberi, di cui le donne Hadza fanno largo uso. Questo rappresenta una profonda rottura con l’idea che l’intestino umano abbia una limitata capacità di digerire le fibre: le donne devono trarre il maggior nutrimento possibile dai vegetali e questo rappresenta una fortissima spinta adattativa per i batteri che devono ottenere più energia e nutrimento possibile dalle piante, evitando importanti carenze nutrizionali.

Se già all’interno della popolazione Hadza si riscontrano differenze queste diventano più evidenti quando si confronta la microflora Hadza con quella italiana. Nei primi, ad esempio, sono presenti batteri considerati patogeni per l’uomo: tra questi Treponema che si pensa aumenti la capacità dell’ospite di estrarre nutrienti dalle fibre, quindi dai prodotti vegetali di cui gli Hadza si nutrono in maggior misura. Al contrario e sorprendentemente negli Hadza invece non sono presenti alcuni batteri considerati benefici per l’uomo occidentale come i Bifidobatteri.

Tuttavia la differenza più importante tra le due popolazioni è la forte diminuzione della stabilità e diversità nella microflora delle popolazioni industrializzate. Tra gli Hadza sono quasi assenti le malattie autoimmuni e in generale per essere una popolazione che non ha accesso a strutture sanitarie, sono una comunità che gode di buona salute. Poiché diverse malattie infettive, metaboliche e carenze nutrizionali si pensa siano associate a squilibri nelle popolazioni di batteri intestinali, dovremmo forse riflettere sul nostro tipo di alimentazione, e sull’uso indiscriminato di antibiotici e disinfettanti, ricordando ogni giorno che ciò che mangiamo e ciò con cui veniamo a contatto non riguarda solo noi ma circa 1014 batteri presenti nel nostro tratto intestinale (solo nel colon sono presenti circa 100 miliardi di batteri ogni grammo di contenuto del colon).

Bibliografia
Stephanie L. Schnorr, Marco Candela, Simone Rampelli et al.  Gut microbiome of the Hadza hunter-gatherers. NATURE COMMUNICATIONS | 5:3654 | DOI: 10.1038/ncomms4654

Dott.ssa Chiara Cevoli

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