I Peccati del Padre

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I Peccati del Padre

L’eredità può andare oltre il genoma, ma i meccanismi rimangono ancora sconosciuti

Cosa succederebbe se si scoprisse che quello che facciamo durante la nostra vita abbia ripercussioni sulla nostra prole? Indipendentemente dal nostro patrimonio genetico, sta nascendo l’idea che alcune caratteristiche individuali dipendano non dal DNA dei nostri genitori ma da quello che i nostri genitori hanno fatto, da quanto hanno mangiato, da cosa hanno mangiato, dall’esposizione a diverse sostanze, etc.

Alcuni caratteri e caratteristiche di una persona (colore dei capelli, degli occhi, corporatura, etc.) sono infatti note per essere trasmesse di generazione in generazione seguendo le leggi mendeliane dell’ereditarietà, ma il ricercatore Brian Dias è voluto però andare oltre ponendosi la domanda: la salute come viene ereditata? Se i nostri genitori hanno fumato, sofferto la fame, o combattuto in guerra che ripercussioni si hanno sulla loro prole?

Gli Esperimenti e gli Studi

Dias fece annusare a topi maschi l’acetofenone –un prodotto chimico dall’odore di mandorle- e successivamente sottopose i topi ad una piccola scossa al piede. Dopo aver subito questo trattamento 5 volte al giorno per 3 giorni, i topi divennero timorosi, terrorizzati dalla presenza dell’acetofenone anche se non ricevevano la scossa. Dieci giorni dopo, Dias fece accoppiare i topi con femmine che non erano state esposte all’acetofenone. Quando i loro piccoli crebbero, la maggior parte di loro erano molto sensibili alla sostanza rispetto ad altri odori, ed era anche più semplice spaventarli con un rumore inatteso quando si sentiva l’odore del composto nell’aria. Anche la prole di questi topi risultava nervosa in presenza di acetofenone e c’è di più: Dias scoprì che tutte e tre le generazioni avevano i glomeruli M17 (strutture in cui i neuroni sensibili all’acetofenone si connettono ai neuroni del bulbo olfattivo) più grandi del normale –in pratica il loro olfatto era estremamente sensibile al composto. Secondo Dias questa trasmissione ereditaria delle informazioni ambientali è il risultato di modificazioni epigenetiche del DNA: cioè cambiamenti chimici nel genoma che influenzano l’espressione del DNA senza alterne la sequenza nucleotidica (in pratica i geni non subiscono mutamenti, è alterata solo la struttura del DNA).metilazione del DNA

La madre può trasmettere al feto durante la gravidanza gli effetti dell’esposizione ambientale, per questo motivo lo studio di questo fenomeno è principalmente focalizzato sui padri: in particolare sulla perdita o sulla comparsa di marcatori epigenetici.

La rivoluzione epigenetica scoppiò nei primi anni Duemila, quando i ricercatori cominciarono a riportare che fattori ambientali –madri negligenti, abusi su minori, dieta ad alto contenuto in grassi ed inquinamento atmosferico- potessero influenzare l’aggiunta o la rimozione di “etichette” chimiche sul DNA in grado di accendere e spegnere i geni. L’idea di un genoma influenzato dall’ambiente suscita ancora dibattitti, ma l’idea che marcatori epigenetici possano essere trasmessi tra generazioni è ancor più provocatorio.

Uno studio svedese dimostrò che gli uomini che avevano sofferto la fame durante la pubertà avevano meno probabilità di avere nipoti con malattie cardiache o diabete rispetto a uomini vissuti nell’abbondanza. Un lavoro simile su bambini in Inghilterra del 2005 ha evidenziato che i padri che iniziavano a fumare prima degli 11 anni avevano un rischio maggiore di avere figli con un peso sopra alla media. Tuttavia molti scienziati rimangono scettici a causa dei possibili errori che possono essere fatti durante gli studi epidemiologici, anche se in questi anni diversi lavori sui topi hanno supportato queste osservazioni e si comincia ad attribuire la trasmissione di vari tratti a cambiamenti che avvengono nello sperma.

Ad esempio topi maschi alimentati con una dieta ricca in grassi generano figlie con modificazioni nel DNA del pancreas (alterata metilazione). Topi maschi alimentati con una dieta povera in proteine, generano figli con un’alterata espressione di geni epatici che controllano il colesterolo. Infine topi maschi pre-diabetici hanno una metilazione anormale del DNA, e trasmettono un aumentato rischio di diabete alle due generazioni successive.

Siamo ancora all’inizio, troppo poco si sa ancora su questi particolari cambiamenti che può subire il DNA e dei loro effetti sulle generazioni successive, effetti che forse un giorno ci permetteranno di predire e prevenire malattie e disturbi propri di questo secolo. O è forse questa un’esagerazione? Queste nuove scoperte potrebbero infatti vincolare le nostre scelte, la nostra vita, le nostre abitudini quotidiane nel nome di una progenie probabilmente più sana, ma sicuramente più limitata in ogni decisione che fino ad oggi è stata a noi dettata dal libero arbitrio.

Bibliografia

Virginia Hughes; The sins of the Father. Nature, Vol 507, 6 March 2014.

Dott.ssa Chiara Cevoli

By | 2014-12-11T08:53:50+00:00 dicembre 10th, 2014|Categories: Salute|Tags: , , , , |0 Comments

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