Chemio e Radioterapia: Funzionano di più con il Digiuno?

//Chemio e Radioterapia: Funzionano di più con il Digiuno?

Chemio e Radioterapia: Funzionano di più con il Digiuno?

I tumori rappresentano la malattia della nostro tempo e sono sempre più gli sforzi della ricerca scientifica volti allo studio di questo male per migliorare le tecniche diagnostiche, l’efficacia della terapia e le condizioni di vita. Negli anni la sopravvivenza per molti tumori è aumentata, così come le cure (soprattutto chemioterapia e radioterapia) hanno fatto notevoli passi avanti sia per quanto concerne l’efficacia, sia per la sicurezza ed il benessere del paziente.

Chemioterapia e Radioterapia cosa sono?

La chemioterapia è un trattamento terapeutico contro i tumori a base di sostanza chimiche. I farmaci utilizzati interferiscono con diversi meccanismi legati alla replicazione cellulare (i tumori sviluppano da cellule che sfuggono ai normali controlli di crescita e proliferazione cellulare) uccidendo tutte quelle cellule che si stanno moltiplicando. Purtroppo all’interno del corpo umano non sono solo le cellule tumorali a replicarsi: anche le cellule dei bulbi piliferi, le cellule del sangue e le cellule che rivestono le mucose dell’apparato digerente, si trovano spesso in questo stadio. Sono così spiegati i comuni effetti collaterali della chemioterapia come la perdita dei capelli, diarrea, anemia, etc.

La radioterapia utilizza invece raggi x (radiazioni ionizzanti) nella cura dei tumori. Le radiazioni sono dirette esclusivamente nella zona dove si trova il tumore, uccidendo principalmente le cellule tumorali. È ovviamente applicabile sono nei casi in cui il tumore sia circoscritto ad una singola e precisa zona.

Digiuno, chemioterapia e radioterapia

Sia la radioterapia che soprattutto la chemioterapia oltre ai vari effetti collaterali spesso debilitanti non sono sempre efficaci nella lotto contro i tumori e per questo motivo si è sempre alla ricerca di strumenti e terapie volti a migliorarne gli esiti. Uno di questi sembrerebbe il digiuno nei giorni che precedono e seguono i trattamenti chemio e radioterapici. Gli studi sono iniziati su linee cellulari, proseguiti poi su modelli animali ed ora si stanno approcciando anche i primi trials clinici sull’uomo.

Cosa c’è alla base del digiuno?

Sembrerebbe che le cellule normali, quindi sane, rispondano al digiuno bloccando la replicazione cellulare (alla cellula costa molta energia, che durante il digiuno invece scarseggia) e al contrario aumentando tutti i meccanismi di difesa contro lo stress, quindi mantenimento dell’integrità cellulare e attivazione di tutti i segnali di riparazione cellulare (la chemioterapia rappresenta una forte fonte di stress e di danno cellulare). Al contrario, le cellule tumorali, che possiamo definire cellule impazzite, sotto condizioni di digiuno non sono in grado di bloccare la replicazione (che come già detto rappresenta il meccanismo alla base della proliferazione tumorale), diventando così più sensibili ai trattamenti chemioterapici. Quindi mentre da una parte le cellule sane si proteggono in seguito al digiuno da danni esterni, quelle tumorali continuano a proliferare incontrollate diventando bersagli più deboli.

Alcuni studi scientifici

I lavori su linee cellulari e animali (soprattutto topi) sono molti e a grandi linee hanno evidenziato tutti la capacità del digiuno di avere maggiore efficacia, quando associato a chemioterapia, sulla gestione di diversi tipi di tumore, soprattutto sugli effetti collaterali. Sull’uomo come detto precedentemente al momento non ci sono molti studi, soprattutto trials clinici, quindi la reale efficacia del digiuno, le sue modalità e i sui effetti su vari tipi di tumore non possono ad oggi essere valutati.

In un lavoro su cellule in coltura (in vitro) è stato scoperto che in condizioni che imitano il digiuno, le cellule normali, ma non quelle tumorali, erano protette dal danno da parte di diversi agenti dannosi (compresi vari farmaci chemioterapici).

In un lavoro sono stati invece riportati 10 casi di pazienti con diagnosi di vari tipi di tumori a vari stadi, che si sono sottoposti volontariamente a digiuno prima e dopo i vari trattamenti chemioterapici. Il primo caso era una donna di 51 anni con diagnosi di tumore al seno allo stadio IIA. Sottoposta a 4 cicli di chemioterapia: durante il primo ciclo ha osservato un periodo di digiuno (beveva solo acqua) 140 ore prima e 40 ore dopo il trattamento. Il paziente ha manifestato lieve affaticamento, secchezza della bocca e singhiozzo, ha comunque lavorato. Durante il II e III ciclo ha invece seguito una dieta normale, lamentando a fine trattamento da moderato a grave affaticamento, debolezza, nausea, crampi addominali e diarrea. Durante questi cicli a causa degli effetti collaterali causati dalla terapia, si è assentata dal lavoro. Prima del IV ciclo si è voluta sottoporre nuovamente a digiuno (120 ore prima e 24 ore dopo la chemio): gli effetti collaterali sperimentati erano minori rispetto a quelli dei precedenti cicli. Inoltre, la conta globuli bianchi è risultata migliore nei cicli con digiuno, mentre le piastrine erano diminuite dal 7 al 12% durante il ciclo 2 e 3, ma non durante ciclo 1 e 4. Anche negli altri casi, gli effetti collaterali riportati dai pazienti erano minori nei cicli che prevedevano il digiuno rispetto ai cicli senza digiuno, con alimentazione libera (Vd Tabella). Per quanto riguarda invece l’efficacia dei trattamenti chemio e radioterapici i risultati non sono univoci: in alcuni casi le cure avevano maggior efficacia, in altri questo non è stato evidenziato.

In tutti i casi il peso corporeo perso durante il digiuno sia negli animali che nell’uomo veniva recuperato dopo pochi giorni di normale alimentazione.

In base alle conoscenze attuali sembrerebbe che il digiuno prima e dopo la chemioterapia diminuisca gli effetti collaterali della stessa, ma ancora non è certa la reale efficacia terapeutica. Se ulteriori studi e trials clinici sull’uomo confermeranno questi risultati, il digiuno potrebbe rappresentare il tallone di Achille delle cellule tumorali.

Safdie FM, Dorff T, Quinn D, Fontana L, Wei M, Lee C, Cohen P, Longo VD. Fasting and cancer treatment in humans: A case series report. Aging (Albany NY). 2009 Dec 31;1(12):988-1007.

Gravità auto-riferita dei sintomi in pazienti che hanno ricevuto la chemioterapia con o senza il digiuno. Nei pazienti il cui è stata valutata la progressione tumorale, la chemioterapia era efficace e in alcuni casi era più efficace.

Legenda

Ad lib: dieta libera; Fasting: digiuno; Fatigue: fatica; Weakness: debolezza; Hair Loss: perdita dei capelli Head Aches: mal di testa; Nausea: nausea; Vomiting: vomito; Diarrhea: diarrea; Abdominal Cramps: crampi addominali; Mouth Sores: ulcere buccali; Dry Mouth: secchezza delle fauci; Short Term Memory Impairement: danneggiamento memoria a breve termine; Numbness: intorpidiemento; Decrease Sensation: diminuzione sensibilità; Tingling: formicolii.

Bibliografia

Raffaghello L, Safdie F, Bianchi G, Dorff T, Fontana L, Longo VD Fasting and differential chemotherapy protection in patients. Cell Cycle. 2010 Nov 15;9(22):4474-6. Epub 2010 Nov 15.

Safdie FM, Dorff T, Quinn D, Fontana L, Wei M, Lee C, Cohen P, Longo VD. Fasting and cancer treatment in humans: A case series report. Aging (Albany NY). 2009 Dec 31;1(12):988-1007.

Lee C, Raffaghello L, Brandhorst S, Safdie FM, Bianchi G, Martin-Montalvo A, Pistoia V, Wei M, Hwang S, Merlino A, Emionite L, de Cabo R, Longo VD. Fasting cycles retard growth of tumors and sensitize a range of cancer cell types to chemotherapy. Sci Transl Med. 2012 Mar 7;4(124):124ra27.

Lee C, Safdie FM, Raffaghello L, Wei M, Madia F, Parrella E, Hwang D, Cohen P, Bianchi G, Longo VD. Reduced levels of IGF-I mediate differential protection of normal and cancer cells in response to fasting and improve chemotherapeutic index multiple types of stress. Cancer Res. 2010 Feb 15;70(4):1564-72.

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L. Raffaghello, Changhan Lee, Fernando M. Safdie, Min Wei, Federica Madia, G. Bianchi, and Valter D. Longo. Starvation-dependent differential stress resistance protects normal but not cancer cells against high-dose chemotherapy. PNAS June 17, 2008 vol. 105, no. 24- 8215–8220

Dott.ssa Chiara Cevoli

By | 2014-06-04T19:20:13+00:00 giugno 4th, 2014|Categories: Salute|Tags: , , , , , , |2 Comments

2 Comments

  1. Emmanuela Spirito 7 agosto 2015 at 15:58 - Reply

    Parlo da “addetta ai lavori”. Ottimo articolo, sia dal punto di vista scientifico, sia divulgativo. Un connubio non facile, vista inoltre la serietà dell’argomento.

  2. Due parole sul digiuno | 12 ottobre 2016 at 17:14 - Reply

    […] il digiuno (ne parlai già 2 anni fa in un altro articolo sulla radioterapia e chemioterapia: http://www.vivienutri.it/salute/chemio-e-radioterapia-funzionano-di-piu-con-il-digiuno/), quello che non mi piace è il modo in cui vengono presentati tali novità […]

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