Cancerogenicità sul consumo di carne rossa e processata

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Cancerogenicità sul consumo di carne rossa e processata

Vi riporto la traduzione dell’articolo comparso su Lancet Oncology il 26 Ottobre 2015:

Carcinogenicity of consumption of red and processed meat

 

Nell’ottobre del 2015, 22 scienziati provenienti da 10 Paesi si sono riuniti nella sede dell’Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro (IARC) a Lione, in Francia, per valutare la cancerogenicità circa il consumo di carne rossa e di carne processata. Queste valutazioni saranno pubblicate nel volume 114 delle Monografie IARC.

Con carne rossa si intendono tutti i tipi di carne di muscolo di mammifero –per esempio carne di manzo, vitello, maiale, agnello, montone, cavallo, capra, e sono incluse le carni macinate o congelate; questi tipi di carne sono generalmente consumati cotti. Per carne processata si intende la carne che è stata sottoposta a salatura, fermentazione, affumicatura, o ad altri processi volti a migliorare sapore e conservazione. La maggior parte della carne processata è di maiale o manzo, tuttavia può anche contenere altre carni rosse, pollame, frattaglie (ad esempio fegato), o sottoprodotti della carne come il sangue.

La carne rossa contiene proteine con alto valore biologico e importanti micronutrienti come le vitamine del gruppo B, ferro (sia libero che ferro eme) e zinco. Il contenuto in grassi della carne rossa dipende dalla specie animale, dall’età, sesso, dalla razza, dai mangimi e dal taglio di carne. La lavorazione della carne, come la stagionatura e l’affumicatura, può portare alla formazione di composti chimici cancerogeni, inclusi composti N-nitrosi (NOC) e idrocarburi policiclici aromatici (PAH). La cottura migliora la digeribilità e la palatabilità della carne, ma può anche produrre conosciuti o sospetti cancerogeni, incluse amine eterocicliche aromatiche (HAA) e PAH. La cottura ad alte temperature, in padella, sulla griglia o in generale al barbecue, produce grandi quantità di questi chimici.

A seconda del paese, la proporzione di popolazione che consuma carne rossa varia da meno del 5% fino al 100% e per le carni processate da meno del 2% al 65%. La quantità media di carne consumata giornalmente è di circa 50-100 gr a persona, arrivando come quantità massima a più di 200 gr al giorno a persona. Meno informazioni sono disponibili sul consumo di carne processata.

Il gruppo di lavoro ha analizzato più di 800 studi epidemiologici che valutavano l’associazione tra cancro e consumo di carne rossa e processata in diversi paesi e continenti, con diverse etnie e diete. Per la valutazione maggior peso è stato dato agli studi di coorte prospettici sulla popolazione generale; gli studi caso-controllo di ottima qualità hanno fornito ulteriori elementi di prova. Gli studi giudicati più informativi erano quelli che: consideravano la carne rossa e la carne processata separatamente, avevano raccolto dati sulla dieta tramite questionari validati, hanno esaminato un ampio campione di popolazione e hanno controllato i dati circa gli eventuali fattori confondenti per i siti tumorali analizzati.

La maggior parte dei dati epidemiologici riguarda il cancro del colon-retto. I dati sull’associazione tra il consumo di carne rossa e tumore al colon-retto sono stati ricavati da 14 studi di coorte. Un’associazione positiva è stata evidenziata con un alto contro un basso consumo di carne rossa in metà di questi studi, inclusa una corte di 10 paesi europei che abbracciavano diverse quantità di consumo di carne e altre grandi corti in Svezia e Australia. Di questi studi caso-controllo, sette riportavano un’associazione positiva tra il tumore al colon-retto con alte contro basse quantità di carne rossa consumata. Un’associazione positiva tra tumore al colon-retto e consumo di carne processata è riportata in 12 dei 18 studi di corte, inclusi studi in Europa, Giappone e USA. Prove a sostegno derivano da sei dei nove studi caso-controllo. Una meta-analisi del cancro al colon-retto su 10 studi di corte ha riportato una relazione dose-risposta statisticamente significativa, con un aumento del rischio del 17% per 100 gr di carne rossa consumata giornalmente e un aumento del 18% per 50 gr di carne processata consumata giornalmente.

Sono disponibili dati per più di 15 diversi tipi di tumore. Associazioni positive sono state evidenziate in studi di corte e studi su popolazione caso-controllo tra il consumo di carne rossa e tumore al pancreas e alla prostata (soprattutto tumore alla prostata avanzato) e tra il consumo di carni processate e tumore allo stomaco.

Sulla base della grande quantità di dati e della consistente associazione del tumore al colon-retto con il consumo di carne processata negli studi in diverse popolazioni, il gruppo di lavoro ha concluso che ci sono sufficienti prove di cancerogenicità da consumo di carne processata per gli esseri umani. Per i dati sul consumo di carne rossa, al contrario della carne processata, errori dati dal caso, da “distorsioni” e da fattori confondenti, non potevano essere esclusi con lo stesso gradi di confidenza, in quanto in diversi studi di alta qualità analizzati questa associazione non era così chiara ed è stato quindi difficile escludere fattori di confondimento come lo stile di vita. Il gruppo di lavoro ha quindi concluso che ci sono limitate evidenze di cancerogenicità per l’uomo data dal consumo di carne rossa.

Ci sono prove inadeguate in animali da esperimento per la cancerogenicità data dal consumo di carne rossa e processata. In ratti trattati con iniziatori del tumore al colon-retto e poi questo promosso con una dieta povera di calcio contenete o carne rossa o carne processata è stata trovato un aumento della frequenza delle lesioni preneoplastiche al colon rispettivamente in 3 e 4 studi.

L’evidenza meccanicistica di cancerogenicità è stata valutata come forte per la carne rossa e moderata per carni lavorate. Le evidenze meccanicistiche sono maggiormente disponibili per il tratto digestivo. Una meta-analisi pubblicata nel 2013 ha riportato una modesta ma significativa associazione, consistente tra i diversi studi, tra il consumo di carne rossa o processata e adenomi (lesioni pre-neoplastiche) del colon-retto. Le prove di genotossicità e stress ossidativo sono risultate moderate per il consumo di carne rossa o processata. Nell’uomo, dati osservazionali hanno mostrato un’associazione lieve ma statisticamente significativa con la mutazione nel gene APC o la metilazione del promotore che è stata identificata rispettivamente in 75 (43%) e 41 (23%) dei 185 campioni di tumore al colon-retto in archivio. Il consumo di carne rossa ben cotta aumenta la mutagenicità batterica delle urine umane. In 3 studi sull’uomo cambiamenti in marker di stress ossidativo (nelle urine, nelle feci o nel sangue) erano associati con il consumo di carne rossa o processata. Il consumo di carne rossa e processata aumenta i prodotti dell’ossidazione dei lipidi nelle feci dei roditori.

Solide prove a supporto della modalità di azione sono disponibili per diversi componenti della carne (NOC, ferro eme, ferro HAA). Il consumo da parte dell’uomo di carne rossa e processata provoca la formazione di NOC nel colon. Il consumo di grandi quantità di carne rossa (300 o 420 gr al giorno) aumenta i livelli di addotti al DNA putativamente derivati da NOC. Sono disponibili pochi dati sull’uomo per le carni processate. Il ferro eme media la formazione di NOC e di prodotti di ossidazione lipidica nel tratto digestivo di uomini e roditori. Gli effetti del ferro eme possono essere soppressi dal calcio, sostenendo il suo contributo sul meccanismo di cancerogenicità. La carne cotta ad alte temperature contiene HAA. HAA sono genotossici e il grado di conversione di HAA in metaboliti genotossici è maggiore nell’uomo rispetto ai roditori. La carne affumicata o cotta su una superficie molto calda o su fiamma viva contiene PAH. Questi chimici causano danni al DNA, ma poche evidenze esistono che questo possa avvenire a seguito del consumo di carne.

Complessivamente il gruppo di lavoro ha classificato il consumo di carne processata “cancerogena per l’uomo” (Gruppo 1) sulla base di sufficienti evidenze per il cancro al colon-retto. Inoltre un’associazione positiva con consumo di carne processata è stata trovata per il tumore allo stomaco.
Il gruppo di lavoro ha classificato il consumo di carne rossa come “probabilmente cancerogena per l’uomo” (Gruppo 2A). Il consumo di carne rossa è stata anche associata positivamente con il tumore al pancreas e alla prostata.

By | 2015-11-17T18:23:40+00:00 novembre 17th, 2015|Categories: Salute|Tags: , , , , |0 Comments

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