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Celiachia e dieta senza glutine

La Malattia Celiaca

La malattia celiachia è un disordine cronico autoimmune su base infiammatorio dell’intestino tenue, caratterizzata dalla distruzione della mucosa di questo tratto intestinale, causato da un’intolleranza alle proteine del glutine negli individui geneticamente suscettibili. Fattori genetici, immunologici e ambientali sono coinvolti nella patogenesi della malattia celiaca. Nelle persone geneticamente predisposte, le cellule del sistema immunitario attaccano la mucosa dell’intestino tenue, distruggendone i villi (le strutture responsabili dell’assorbimento di nutrienti). Questo può determinare malassorbimento e malnutrizione.

Gluten free signal

Come si manifesta la Celiachia

I sintomi con cui la celiachia si manifesta possono essere molteplici, a carico di diversi organi e di severità variabile; la malattia può esordire a qualsiasi età, anche negli anziani. Attualmente si stima che la condizione celiaca interessi circa l’1% della popolazione generale e che sia più frequente tra le donne (3 volte più che negli uomini). I sintomi sono molto variabili. Nella forma classica (frequente in età pediatrica) si riscontrano: diarrea, meteorismo anche marcato, con dolori addominali crampiformi e scarso accrescimento. La forma classica di celiachia è rara e sempre più frequentemente si manifesta in età adulta con sintomi extra-intestinali quali: anemia da carenza di ferro, osteoporosi, debolezza muscolare, disturbi della fertilità e ripetuti aborti spontanei, alterazioni della coagulazione, afte orali, alopecia (negli adulti), parestesie delle estremità (formicolio a livello delle mani e dei piedi), convulsioni. Tuttavia, spesso, i sintomi sono sfumati e la diagnosi corretta richiede anni.

Diagnosi di Celiachia

La diagnosi parte con un semplice prelievo di sangue per il dosaggio degli anticorpi anti-transglutaminasi (enzima intestinale). I pazienti con anticorpi positivi, per conferma diagnostica, devono effettuare la biopsia della mucosa dell’intestino tenue, che documenti un appiattimento (scomparsa) dei villi intestinali. Se il dosaggio anticorpale e la biopsia duodenale non sono chiari, il paziente può, tramite analisi del DNA, scoprire se è predisposto alla malattia (è ricercata la presenza dei geni predisponenti, i HLA-DQ2 e HLA-DQ8). Il glutine è costituito da 2 classi di proteine: gluteline (chiamate glutenine nel grano) e le prolammine; tra le prolammine troviamo: le gliadine del grano, la secalina della segale, l’ordeina dell’orzo, tutte con effetto tossico nei pazienti celiaci.

Alimentazione e carenze nutrizionali nella Malattia Celiaca

Alcuni studi hanno dimostrato che il 20-38% dei pazienti celiaci soffrono di carenze nutrizionali: proteine, fibre, minerali (la frequenza di deficit di ferro nella malattia celiaca va dal 12 al 69%) e vitamine (i pazienti carenti di vitamina B12 vanno dal 8 al 41%). Deficit di calcio, fosforo e vitamina D sono causati o da malassorbimento (a causa del danno a livello intestinale) o da una diminuzione nel consumo di latte e latticini: a causa del danno a livello dei villi intestinali, che determina una diminuzione nella produzione della lattasi, spesso i pazienti celiaci  diventano anche intolleranti al lattosio. La gravità di questi deficit nutrizionali dipende da diversi fattori: il tempo che il paziente ha passato senza diagnosi di celiachia, l’estensione del danno a livello intestinale e il grado di malassorbimento. Diversi studi hanno dimostrato che molte carenze nutrizionali scompaiono dopo aver seguito una dieta senza glutine, tuttavia spesso questo regime alimentare non garantisce un adeguato intake nutrizionale. Ad esempio l’analisi della dieta di 47 adulti americani ha mostrato che l’apporto raccomandato di calcio, ferro e fibre, era rispettato solo dal 32, 44 e 46% delle donne nello studio. L’inadeguata assunzione di fibre è correlata alla composizione di molti alimenti senza glutine, nei quali sono utilizzati amidi e farine raffinate (il processo di raffinazione elimina la maggior parte delle fibre). Molti prodotti senza glutine sono inoltre ricchi di lipidi, zuccheri, calorie e sale: spesso, i soggetti celiaci compensano la loro dieta ristretta mangiando questi alimenti, consumando di conseguenza quantità eccessive di grassi, soprattutto saturi. La dieta quindi risulta spesso iperproteica, iperlipidica, a basso contenuto di carboidrati, calcio, ferro e fibre, causando dell’alta percentuale di pazienti in sovrappeso. In uno studio italiano, l’incidenza di bambini sovrappeso o obesi era più frequente (72%) tra coloro che seguivano un’alimentazione senza glutine molto severa, rispetto ai bambini che seguivano una dieta senza glutine ma più libera (51%). Questo ha ovviamente un effetto negativo sulla salute, ma la limitata scelta alimentare porta ad un alto consumo di prodotti senza glutine confezionati, come snacks e biscotti. Per evitare carenze nutrizionali, la quantità di frutta e verdura andrebbe aumentata: sono raccomandate 5 porzioni di frutta e verdura per ridurre il rischio di alcune malattie (cancro, malattie cardiache). La celiachia, se non adeguatamente trattata, predispone ad una serie di complicanze quali osteoporosi e tumori, in particolar modo linfoma non-Hodgkin a carico dell’intestino. La terapia nutrizionale è, ad oggi, l’unico trattamento per la malattia celiaca.

 

FONTI:
www.celiachia.it;
L. Saturni, G. Ferretti and T. Bacchetti; The Gluten-Free Diet: Safety and Nutritional Quality. Nutrients 2010, 2, 16-34;


Dott.ssa Chiara Cevoli

2 Responses to Celiachia e dieta senza glutine

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