La Vitamina B1, o aneurina, fu isolata nel 1926, solo alcuni anni dopo fu ribattezzata tiamina per la presenza nella sua struttura chimica di un atomo di zolfo e un gruppo aminico.

Funzioni della Vitamina B1

La Vitamina B1 svolge un ruolo fondamentale nel metabolismo del glucosio per la produzione di energia. Una volta ingerita, è assorbita lungo l’intestino tenue, dove subisce una trasformazione diventando tiamina pirofosfato: cioè la forma attiva della proteina che trasforma gli alimenti in energia per il nostro corpo.

Fonti Alimentari di Vitamina B1

La Vitamina B1 è presente sia negli alimenti di origine animale che vegetale: è particolarmente abbondante nel lievito di birra, nel germe dei cereali, nei legumi, nella frutta secca e nei tessuti animali. Tuttavia, è una vitamina instabile al calore, all’alcol e all’ossigeno: circa il 25% del contenuto di Vitamina B1 è perso con la cottura, soprattutto se prolungata nel tempo ed effettuata in molta acqua.

Vitamina B1 o Tiamina

Fabbisogno di Vitamina B1

Lattanti 0,3 mg
Bambini (1-10 anni) 0,5-0,8 mg
Adolescenti (11-17 anni)

Maschi

Femmine

 

1,1-1,2 mg

1,0-1,1 mg

Adulti (dai 18 anni)

Maschi

Femmine

 

1,2 mg

1,1 mg

Gravidanza 1,4 mg
Allattamento 1,4 mg

 

Vitamina B1 o Tiamina

Carenza di Vitamina B1

La sindrome caratteristica della carenza di Vitamina B1 è il beri-beri, frequente soprattutto in Asia, dove il riso brillato (privato cioè del suo rivestimento, contenete vitamina B1) è l’alimento base. Nei paesi dove l’alimentazione è più varia, esiste un’altra sindrome associata a carenza di Vitamina B1: la sindrome di Wernicke-Korsakoff, che si riscontra tra gli alcolisti, o in caso di anoressia e bulimia. Infatti, un’assunzione prolungata e massiccia di farmaci, alcol, caffè, cioccolata, tè, guaranà (ed in generale di alimenti o bevande contenenti sostanze nervine) possono ridurre l’assorbimento di Vitamina B1. La sintomatologia associata a questa carenza è caratterizzata da: alterazioni a livello del sistema nervoso e cardiovascolare, irritabilità, inappetenza, nausea e vomito, depressione, difficoltà di concentrazione, tachicardia, astenia e perdita di capelli.

Bibliografia
LARN
Mariani Costantini, Cannella, Tomassi; Alimentazione e nutrizione umanaIl pensiero scientifico editore.