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HERBALIFE: sostituto del pasto? NO

HERBALIFE: FRULLATO FORMULA 1 -Cacao

Fa bene o fa male? Cosa contiene? Fa dimagrire in salute?

 Tanti gusti per deliziare il palato ogni giorno. Persone in tutto il mondo dicono che i frullati Formula 1 le hanno aiutate a realizzare i propri obiettivi. Formula 1 è stato il primo prodotto Herbalife: un frullato che ha tutti i nutrienti di un pasto sano ed equilibrato, con il 40% della razione raccomandata di carboidrati, il 30% di quella di grassi e fi no al 30% di quella di proteine, più un elevato apporto di fibre e micronutrienti (vitamine e minerali).

Questo è quanto si legge nel sito Herbalife, sulla pagina di presentazione del prodotto. Sarà vero?

Gli Ingredienti -Frullato Formula 1

Proteine isolate di soia (34%), fruttosio, cacao in polvere, emulsionante (lecitina di soia), olio di soia, addensanti (gomma di guar, carragenina, gomma di xanthan, pectina), inulina, calcio citrato, proteine del latte concentrate, agente di carica (cellulosa microcristallina), fibra di mais, fibra di avena, agente antiagglomerante (biossido di silicio), destrosio, aromi, olio di colza, sodio cloruro, magnesio ossido, acido L-ascorbico, miele in polvere, DL-alfa tocoferolo acetato, ferro fumarato, nicotinamide, prezzemolo in polvere (0.02%), papaya in polvere (0.02%), zinco ossido, edulcorante (sucralosio), rame gluconato, palmitato di retinile, calcio D-pantotenato, colecalciferolo, antiossidanti (ascorbile palmitato, DL-alfa tocoferolo), piridossina cloridrato, cianocobalamina, riboflavina, tiamina cloridrato, manganese carbonato, acido pteroil-monoglutammico, potasso ioduro, sodio selenito, D-biotina.

 Soia

È un alimento dalla controversa salubrità. Sicuramente chi ha problemi di tiroide dovrebbe consumarne il meno possibile, così come chi soffre di patologie autoimmuni.

I “colpevoli” di questo sarebbero delle sostanze contenute nella soia (e non solo) definite antinutrienti, in grado di danneggiare un organismo non propriamente in salute e alterare la permeabilità intestinale. Inoltre il suo consumo sembra associato ad un maggior rischio di asma.

Ben diversi sono i prodotti FERMENTATI a base di soia come miso, tempeh e natto, quelli maggiormente consumati dalle popolazioni orientali, dalle certe proprietà benefiche per il nostro organismo.

In questi casi è doveroso il buon senso: un po’ di soia non ha mai ucciso nessuno, ma quali sono gli effetti di un consumo quotidiano di questo legume? Su questo punto ancora i ricercatori non sono arrivati ad una conclusione univoca, sta di fatto che è sicuramente un prodotto entrato troppo recentemente nella nostra alimentazione e di cui non dovremmo fare uso smodato.

Il fruttosio

Il fruttosio è uno zucchero semplice, un monosaccaride come il glucosio. Da un punto di vista metabolico fruttosio e glucosio non sono proprio uguali. Quando mangiamo “glucosio” aumenta la glicemia nel sangue: il pancreas risponde quindi producendo insulina. Viene così stimolata la sintesi di glicogeno (forma di riserva del glucosio nei muscoli e nel fegato). L’assunzione di fruttosio, che non influenza direttamente la glicemia (perché indipendente dal controllo ormonale), non provoca un’immediata risposta insulinemica; non solo non stimola la secrezione di insulina, ma anche di altri ormoni che regolano l’appetito: in pratica non arriva mai, o con molto ritardo, il senso di sazietà. Il glucosio è assorbito nell’intestino dagli enterociti attraverso un sistema di trasporto che richiede energia, il fruttosio invece, attraversa l’intestino o in co-trasporto con il glucosio o mediante diffusione seguendo un gradiente di concentrazione (tale modalità di trasporto però tende a “spegnersi” quasi subito perchè il sistema si satura velocemente): quindi quando vengono ingerite grandi quantità di fruttosio questo non riesce a lasciare completamente l’intestino (la diffusione si arresta quasi subito, se non è assunto anche glucosio il co-trasporto è inattivo) e si possono avere disturbi colici, dovuti alla fermentazione del fruttosio da parte della flora batterica. Le grandi quantità di fruttosio che arrivano al fegato favoriscono la sintesi di grassi e stimolano la secrezione d’insulina causando, negli anni, stati di insulino-resistenza.

Gli ultimi LARN (Livelli di Assunzione di Riferimento di Nutrienti ed energia per la popolazione italiana) pubblicati nel 2012 riportano: “Limitare l’uso del fruttosio come dolcificante. Limitare l’uso di alimenti e bevande formulati con fruttosio e sciroppi di mais ad alto contenuto di fruttosio.”

E allora perché in un prodotto presentato come “salutare” ne troviamo così tanto?

Oltre al fruttosio, nel prodotto troviamo altro zucchero sotto il nome di destrosio, cioè glucosio.

Fruttosio, destrosio (o glucosio) e non poteva mancare un dolcificante di sintesi: il sucralosio. Valutata più volte la sua sicurezza, in alcuni studio sembra aumentare il rischio di sviluppare alcuni tumori. Comunque tutti i dolcificanti artificiali non calorici sembra aumentino il rischio di sviluppare intolleranza al glucosio sia negli uomini che nei topi, modulando la composizione e le funzioni dei batteri intestinali.

Andiamo avanti, la carragenina. È un addensante la quale sicurezza negli anni è stata valutata più volte perché implicata come causa di ulcere intestinali e tumori. È utilizzata in ambito scientifico per indurre edemi negli animali da esperimento. Secondo l’EFSA l’uso LIMITATO nell’uomo è sicuro.

Infine troviamo l’olio di colza. Bhè penserete almeno non c’è l’olio di palma. Io vi assicuro che l’olio di colza è molto peggio di quello di palma. L’olio di colza è costituito per circa la metà da un particolare acido grasso saturo: l’acido erucico caratterizzato da documentati effetto negativi su fegato, sul cuore e sulla crescita. Per questo motivo è un olio soggetto a restrizione d’uso.

Infine (ma non per importanza) ricordiamo l’aggiunta di latte scremato per la preparazione della bevanda/pasto. Anche su questo prodotto aleggiano svariate tesi circa la sua salubrità, ma non è questo il momento di parlarne. A mio avviso però tra le varie tipologie, quello scremato è sicuramente il peggiore.

Sodio selenito

Gli integratori alimentari esistono in varie forme: alcune più assimilabili, altre molto meno, altre forme ancora possono essere addirittura dannose. Per quanto riguarda il sodio selenito l’EFSA (Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare) ha stabilito che il selenio derivato da forme organiche, come il lievito di selenio, ha una biodisponibilità documentata maggiore e una minore tossicità rispetto alla forme inorganiche di selenio come la selenite o il selenato.

I valori nutrizionali

Valori nutrizionali per 250 ml di prodotto pronto da consumare

(26 gr di polvere + 250 ml di latte parzialmente scremato -1,5% di grassi)

Kcal 221

Proteine 17.4 gr

Carboidrati 21 gr

di cui zuccheri 20 gr

Grassi 6.6 gr

di cui saturi 3 gr

di cui monoinsaturi 1.4 gr

di cui polinsaturi 1.5 gr

acido linoleico 1.1 gr

Fibre 2.5 gr

Sodio 0.26 gr

 

Dalla tabella si evince:

  • Ogni pasto sostitutivo contiene 4 cucchiaini di zucchero: l’energia derivante dagli zuccheri semplici dovrebbe essere minore del 15% l’energia totale della dieta (e a mio avviso questa raccomandazione è fin troppo permissiva). Su 221 Kcal, 20 gr di zuccheri semplici rappresentano il 33% dell’energia totale da questo nutriente.
  • La quantità di acidi grassi saturi è sopra la media in base alle calorie contenute nel pasto
  • Il rapporto tra omega-3 e omega-6 è fortemente sbilanciato a favore dei secondi: gli omega-6, anche se acidi grassi essenziali, dovrebbero essere ridotti nella nostra alimentazione (in pratica ne mangiamo troppi) a causa della loro funzione come agenti pro-infiammatori (a differenza degli omega-3 che al contrario hanno spiccate proprietà anti-infiammatorie.
  • L’apporto consigliato di fibre nell’adulto è di circa 25 gr. Sostituendo 2 pasti con questo preparato ne consumo 5 gr, per i restanti 20 gr dovrei consumare: 1 chilo e mezzo di insalata o un chilo di spinaci. Forse un po’ complicato.

Sull’etichetta del prodotto è consigliata la seguente modalità d’uso:

  • La sostituzione di due pasti al giorno con un sostituto del pasto contribuisce, in regime di dieta ipocalorica, alla perdita di peso.
  • La sostituzione di un pasto al giorno con un sostituto del pasto contribuisce, in regime di dieta ipocalorica, al mantenimento del peso, dopo la perdita di peso.

Quindi per perdere peso bisognerebbe sostituire 2 pasti con un sostituto Herbalife. Facendo 2 conti con 2 pasti arriviamo a coprire 442 Kcal. Se consideriamo come terzo pasto una composizione alimentare del genere:

  1. Petto di pollo 200 gr
  2. Contorno di pomodori in insalata 200 gr
  3. Pane integrale 70 gr
  4. Olio extravergine di oliva 1 cucchiaio
  5. Un frutto medio (mela) –magari come spuntino

Aggiungiamo circa 580 Kcal, per arrivare ad una somma di circa 1000 Kcal al giorno. Semplicemente questa è la ragione del dimagrimento riscontrato utilizzando questi prodotti: l’esigua quantità di calorie (e purtroppo anche di molti nutrienti fondamentali). Sono ormai molte le evidenze scientifiche che sottolineano la dannosità di alimentazioni a così basso intake calorico e conseguente veloce e importante perdita di peso.

Un piccolo appunto sul premio Nobel tanto ostentato dai rivenditori Herbalife a sostegno della validità, salubrità e bontà dei prodotti.

Louis J. Ignarro (New York, 31 maggio 1941) è un biochimico statunitense, premio Nobel per la medicina nel 1998, insieme a Robert Furchgott e Ferid Murad, per aver scoperto le implicazioni della molecola di monossido di azoto nel sistema cardiovascolare. La sua fama si deve soprattutto per aver scoperto il viagra.

Con Herbalife ha collaborato alla produzione di un integratore (Niteworks) in grado di aumentare la produzione dell’ossido nitrico. Tutto qui.

A mio avviso è oltremodo scandaloso che tali prodotti siano sponsorizzati dal CONI, Lega Serie B, Federazione Italiana Nuoto, Trentino Volley, Rimini Wellness (e ne ho citati solo alcuni). 

Ma in fondo siamo in Italia e se addirittura la dieta Tisanoreica è stata approvata in Parlamento come “iniziativa di successo per la lotta contro l’obesità” di cosa ci stupiamo?

Dott.ssa Chiara Cevoli

 

3 Responses to HERBALIFE: sostituto del pasto? NO

  1. giovanna Rispondi

    27 giugno 2016 at 9:48

    i derivati fermentati della soia sono miso,nitto e non natto e thempe.
    Dott.ssa Di bartolomeo
    Master internazionale in nutrzione e dietetica applicata fondazione universitaria iberomaericana.

  2. Giuseppe Rispondi

    14 settembre 2016 at 13:46

    Gentile Dottoressa, mia madre usa i prodotti Herbalife, per favore, per convincerla a smettere, mi può mettere per iscritto su carta intestata (così vede che è scritto da un medico) che i prodotti fanno male?

    • Chiara Cevoli Rispondi

      16 settembre 2016 at 10:02

      non sono medico, ma biologo. faccia leggere a sua madre l’articolo

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