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Caffè Verde: integratore miracoloso?

Cos’è, come si utilizza, a cosa serve

Il caffè verde altro non è che il caffè non tostato: questo comporta il vantaggio che molte delle proprietà presenti nel chicco rimangono inalterate. Nel caffè verde crudo è contenuta una dose minore di caffeina rispetto al caffè tostato, inoltre essa è presente sotto forma di clorogenato di caffeina, che determina un tempo più lungo nel suo assorbimento intestinale. Bevendo caffè verde non si ha il picco di caffeina dopo 30-40 minuti, come si ha invece con il caffè tostato: il verde crudo determina un assorbimento lento e continuo della caffeina dall’intestino al sangue assicurando una dose contenuta e continua di caffeina all’interno dell’organismo in grado di esercitare azioni salutari prolungate (migliore condizione di attenzione, vigilanza, vitalità). Le proprietà del caffè verde sarebbero dovute alla presenza dell’acido clorogenico (CGA) un polifenolo, ma anche a minerali, vitamine del gruppo B, acido tannico e altre sostanze utili al nostro corpo.

caffè verde

Gli studi

I ricercatori dell’University of Western Australia – dottor Vance Matthews, dottor Kevin Croft e colleghi – hanno condotto uno studio su animali. Quanto scoperto dagli scienziati è che il polifenolo, clorogenato di caffeina (CGA), ritenuto il principio attivo contro l’accumulo di grasso in realtà non lo limita. Ai modelli, suddivisi in due distinti gruppi, è stata fatta seguire in un caso una dieta ad alto contenuto di grassi soltanto e, nell’altro caso, la stessa dieta ad alto contenuto di grassi più dosi elevate di CGA. I risultati, hanno mostrato che non vi era alcuna differenza nell’accumulo di grasso tra i due gruppi, ossia tutti i modelli hanno accumulato grasso. Ma non solo: i topi che avevano assunto anche il CGA avevano maggiori probabilità di sviluppare disturbi che preludono al diabete di tipo 2 e avevano accumulato lipidi all’interno delle cellule del fegato. Questo suggerisce che alte dosi di supplementazione con CGA in una dieta ricca di grassi non protegge contro l’ obesità indotta dalla  dieta: il polifenolo oltre a non essere efficace nel ridurre l’accumulo di grasso, può anche essere in alcuni casi dannoso. In uno altro studio del professor Joe Vinson, dell’Università di Scranton in Pennsylvania, sono stati coinvolti 56 soggetti adulti ambosessi con normali livelli di zuccheri nel sangue, sottoposti a un test di tolleranza al glucosio, per valutare come questi rispondevano agli zuccheri. Successivamente, i partecipanti sono stati invitati ad assumere, 100, 200, 300 o 400 mg di estratto di caffè verde in capsula. I successivi test di tolleranza al glucosio, hanno mostrato come l’estratto di caffè verde avesse influenzato le risposte dei partecipanti. «C’è stato un significativo effetto dose-risposta da parte dell’estratto di caffè verde e senza apparenti effetti collaterali gastrointestinali – ha sottolineato Vinson – Tutte le dosi di estratto di caffè verde hanno prodotto una significativa riduzione degli zuccheri nel sangue rispetto a quanto misurato prima dell’inizio dei test. La glicemia massima verificata a 30 minuti è stata del 24 per cento inferiore all’originale con i 400 mg di estratto di caffè verde». L’acido clorogenico, ha pertanto mostrato di avere reali effetti nel controllo della glicemia.

Contro il tessuto adiposo

L’acido clorogenico  possiede un effetto positivo sia diretto che indiretto sullo smaltimento del tessuto adiposo umano: quello diretto consiste nella capacità di promuovere la liberazione di acidi grassi dagli adipociti, che riducono così volume e peso. Questi acidi grassi liberi immessi nel sangue devono essere ossidati nel metabolismo cellulare: se non sono utilizzati dalle cellule essi sono trasformati di nuovo in trigliceridi nel fegato e veicolati di nuovo agli adipociti. Il CGA agisce quindi facendo uscire acidi grassi dagli adipociti, assicurando un’azione lipolitica (riduzione volume adipociti), ma se la persona non riduce il suo apporto energetico giornaliero e/o non esercita attività fisica, il fegato interviene e “riempie “ di nuovo gli adipociti, annullando gli effetti salutari delle metil-xantine: il caffè è un co-adiuvante nel dimagrimento, ma non può da solo risolvere l’eccesso di peso corporeo. L’effetto indiretto si manifesta con lo stimolo secretorio di catecolamine (adrenalina, noradrenalina) le quali, a loro volta, intervengono sul tessuto adiposo facilitando la lipolisi ed iper-attivando alcuni meccanismi fisiologici o distretti specifici (aumento pulsazioni cardiache, aumento flusso coronarico, maggior reclutamento muscolare nello sport, ecc).
In sintesi, il caffè verde crudo si avvale di:
-un assorbimento più lento;
-una metabolizzazione ed uno smaltimento meno efficaci, con maggior emivita della molecola;
-minori effetti collaterali;
Infine, un ulteriore vantaggio del caffè verde crudo rispetto a quello torrefatto è il pH; mentre la bevanda tradizionale è fortemente acida (3-3,5), quella ottenuta dai semi non lavorati (avendo un pH medio pari a 5) risulta decisamente più vicina al neutro e vanta un impatto differente (meno lesivo) sulla mucosa gastrica.

Dott.ssa Chiara Cevoli
Biologo Nutrizionista

One Response to Caffè Verde: integratore miracoloso?

  1. Rodrigez Rispondi

    16 giugno 2014 at 23:31

    io ho consumato il caffè verde con l’aggiunta di un’alga della RYZOOM (azienda tedesca che vende per corrispondenza) . Era favoloso, purtroppo non lo trovo più in commercio. se qualcuno lo conosce fatemi sapere,grazie

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