Frullati: cosa dice la Scienza?

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Frullati: cosa dice la Scienza?

Secondo alcuni non andrebbero consumati, tanti non riescono a farne a meno: quali effetti hanno sulla glicemia? E soprattutto i frullati sono tutti uguali?

Cosa succede alla glicemia quando mangiamo una mela in fette, un puré di mela o un succo di mela? Ovviamente non hanno lo stesso effetto! Negli ultimi 2 casi (più marcato per il succo) si evidenzia una risposta insulinica eccessiva (cioè nel sangue ne viene rilasciata troppa) che a sua volta causa un picco ipoglicemico dopo circa 90 minuti (l’ipoglicemia è il segnale che innesca il meccanismo della fame). Si può quindi assumere che le fibre della mela giochino un ruolo fondamentale nell’omeostasi, regolazione, del glucosio.

Frullati: cosa dice la Scienza?Inoltre, la risposta glicemica associata all’assunzione di puré ci indica che, sorprendentemente, questo concetto non è applicabile agli alimenti nei quali le fibre sono fisicamente distrutte. Questo è forse anche dovuto al tempo che si impiega nel consumare lo stesso alimento, la mela in questo caso, nelle diverse forme: circa 17 minuti per la mela intera, 6 minuti per il puré e circa 90 secondi per 2 bicchieri di succo. E’ probabile che questa grande differenza sia più importante della “forma fisica” attraverso la quale assumiamo il frutto e i suoi zuccheri. Ma cosa succede se si beve il succo in 17 minuti? Stesso problema, non è quindi la velocità ma la mancanza di fibre. Se invece si mangia il puré più lentamente? Un pochino meglio, ma non bene come quando si mangia la mela per intero.
Con la banana frullata e la banana intera o con mango intero o in povere queste differenze non sono però messe in evidenza. Si suppone che sia dovuto ad un nutriente chiamato MANGIFERINA capace di abbassare (o meglio modulare) l’assorbimento degli zuccheri attraverso la parete intestinale. Ma non è l’unico caso: infatti aggiungendo bacche frullate ad acqua e zucchero, non si registra il picco ipoglicemico, migliorando quindi il controllo dello zucchero nel sangue (probabilmente anche questo dovuto ad un nutriente che potrebbe rallentare l’assorbimento dello zucchero). Un lavoro ha infatti evidenziato che consumando per 2 settimane di frullato di mirtilli si verifica un miglioramento della sensibilità del corpo all’insulina.

Vi riporto di seguito il video integrale dal quale ho estrapolato queste informazioni. E’ possibile impostare i sottotitoli (sia in inglese che in italiano).

Quindi è bene o no bere frullati? Sicuramente il frutto intero è una scelta preferibile, ma se si vogliono aumentare le quantità di questi alimenti è bene mettere in pratica piccoli stratagemmi: non scegliete di frullare un solo frutto (soprattutto in base a quanto detto sopra la mela), ma associate diversi tipi di frutta (e nella stagione primaverile/estiva non dimenticate mai le bacche) con delle verdure gradevoli crude: zucchine, spinaci, zucca. In questo modo la vostra glicemia sarà più controllata e non avrete nuovamente una fame da lupi dopo poche ore. Evitate però i succhi di frutta!!!! 

Dott.ssa Chiara Cevoli

By | 2015-09-10T15:28:44+00:00 settembre 10th, 2015|Categories: Frutta&Verdura|Tags: , , , |1 Comment

One Comment

  1. Estelle 22 dicembre 2015 at 15:51 - Reply

    Francamente un eccellenteintervento. Navigo con entusiasmo il blog http://www.vivienutri.it. Proseguite in questo modo!

    1 articolo collegato è disponibile a questo link

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