Due parole sul digiuno

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Due parole sul digiuno

Qualche giorno fa la trasmissione televisiva le IENE si è occupata nuovamente (e come sempre abbastanza a sproposito) di alimentazione e salute. Premettendo la mia grande convinzione che questi temi andrebbero affrontati da persone del mestiere e non andrebbero lasciati agli sproloqui di presentatori o improvvisati giornalisti, è bene fare un po’ di chiarezza su quanto affermato durante la trasmissione.

Il servizio “incriminato” è sulla Dieta Mima Digiuno, a cura di Nadia Toffa, a mio avviso incompleto nelle informazioni date e come al solito “motivatore” di false e illusorie speranze verso il grande pubblico.

Fermo restando che non ho nulla contro il dottor Longo, anzi da anni sostengo e studio il digiuno (ne parlai già 2 anni fa in un altro articolo sulla radioterapia e chemioterapia: http://www.vivienutri.it/salute/chemio-e-radioterapia-funzionano-di-piu-con-il-digiuno/), quello che non mi piace è il modo in cui vengono presentati tali novità scientifiche.

Andiamo per ordine. Il servizio apre parlandoci delle diete delle popolazioni più longeve al mondo: si inizia con la nostra dieta mediterranea, a detta della conduttrice a base di pasta, verdura, legumi, frutta e olio di oliva. Primo errore: la pasta la mangiamo perché ci piace e la maggior parte di noi la ritiene comoda e veloce da preparare, ma la dieta mediterranea prevede soprattutto carboidrati da fonti diverse, come i tuberi o i cereali in chicco (farro, orzo, miglio, riso, etc.). È inoltre bene precisare fin da subito che la dieta mediterranea NON prevede l’esclusione di nessuna forma di proteine animali: quindi via libera a carne, pesce, uova, latticini, sempre accompagnati da verdure, carboidrati e frutta (magari lontano dai pasti).

Si parla successivamente degli abitanti dell’isola di Okinawa (Giappone), famosi per la loro longevità e proprio durante il servizio vediamo che un piatto tipico è composto da: tante verdure, pesce crudo, alghe, un po’ di carne e tofu. A quanto pare anche loro di proteine animali ne mangiano.

Si arriva quindi infine alla dieta proposta dal dottor Longo: presentata come una dieta per chi non riesce a mangiare sano tutti i giorni, basta infatti (a detta della presentatrice) farla 3-4 volte l’anno, 5 giorni ogni volta e ci assicuriamo l’immortalità (o quasi). Questa “teoria” non ha alcun fondamento scientifico, non esiste regime alimentare al mondo che seguito per soli 15 giorni l’anno abbia questo risultato (purtroppo, perché ad essere onesti piacerebbe anche a me).

Alla fine la ciliegina sulla torta: bisogna evitare il più possibile le proteine di origine animale, la vera causa (a detta sempre sua) di tutti i mali dell’uomo. Ma se la dieta mediterranea prevede pesce, carne, uova e formaggio, se la dieta degli abitanti di Okinawa è essa stessa ricca di proteine animali, ci siamo forse persi un passaggio? Non erano questi i regimi alimentari più longevi?

Forse è la qualità delle proteine animali a fare la differenza: detto in modo più semplice, un conto è un panino con la mortadella, ben diversa è invece una porzione di pesce. Quindi non è tanto l’esclusione di questo o quello ma piuttosto la qualità dell’alimento a fare la differenza, anche se in fondo la differenza vera è certamente un consumo abbondante giornaliero (e non una volta ogni tanto) di vegetali: cioè quegli alimenti che stanno scomparendo dalle nostre tavole. Demonizzare ancora una volta tutte le proteine animali come causa di tutti i nostri mali è assolutamente fuori da ogni logica scientifica attuale, anche perché (sembrerà strano alla presentatrice) ma ci sono persone che si curano diverse patologie consumando quasi esclusivamente proteine animali di ottima qualità e verdure.

Il digiuno ha sempre fatto parte della storia dell’uomo: c’era il digiuno causato da carestie, o il digiuno durante il Ramadan musulmano, o il digiuno cristiano durante la quaresima, o il digiuno ortodosso (circa 180 giorno di restrizione calorica l’anno). È solo negli ultimi decenni che oltre ad aver perso queste tradizioni la nostra alimentazione è diventata una iperalimentazione, si mangia tanto di tutto durante tutto il giorno, tutti i giorni dell’anno.

digiuno terapeutico

Il digiuno può essere fatto in diversi modi:

  1. Come restrizione calorica: cioè quando le calorie assunte durante il periodo di digiuno vengono diminuite dal 20% al 40% rispetto alle calorie assunte normalmente.
  2. Digiuno intermittente: questa modalità prevede molte ore (fino ad arrivare a 24 ore) di digiuno, alternate a giorni in cui si mangia normalmente.

Questa modalità alimentare ricalca moltissimo quella degli animali cacciatori: si mangia quando si trova da mangiare, quando si riesce a cacciare qualcosa, si mangia quello che si trova, altrimenti si digiuna e ovviamente i pasti non sono di certo ad orari prestabiliti 3, 4 o 5 volte al giorno.

È verissimo che il digiuno si sta studiando come supporto terapeutico per i malati tumorali, i malati di sclerosi multipla, gli affetti da sindrome metabolica e non solo, ma è bene precisare che ad oggi non è considerata una cura per nessuno di questi “mali”. Inoltre è fondamentale che se si decide di seguire questo percorso non bisogna assolutamente fare di testa propria, infatti lo stesso digiuno è sconsigliato in diverse condizioni

Ma in fondo l’importante è l’audience e negli ultimi anni (calciatori, veline e gossip a parte) non c’è nulla che interessi più dell’alimentazione il grande pubblico.

Dott.ssa Chiara Cevoli

By | 2016-10-12T17:28:51+00:00 ottobre 12th, 2016|Categories: Alimentazione|Tags: , , , , , |0 Comments

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